I bunker sotto Berlino

Fino ad oggi la storia di Berlino è stata tutt’altro che tranquilla. La seconda guerra mondiale prima e la guerra fredda dopo l’hanno segnata in modo tangibile.

Visitando il museo “The Story of Berlin” abbiamo avuto modo di entrare in un bunker realizzato durante la guerra fredda con lo scopo di proteggere da un eventuale attacco atomico. La visita è stata estremamente interessante, quindi ci teniamo a metter per scritto tutti i nostri ricordi.

In Berlino Ovest furono costruiti 16 bunker che potevano ospitare sino a 26.000 persone, pari ad un decimo della popolazione di Berlino Ovest.
Proprio perché i posti erano molto pochi, solo alcune persone conoscevano la posizione di questi bunker e avrebbero comunicato via radio la loro collocazione solo in caso la bomba atomica fosse stata lanciata. I pochi fortunati che in quel momento stavano ascoltando la radio avrebbero potuto salvarsi.
Il bunker collocato sotto il museo è il più grande fra quelli costruiti e può contenere massimo 3600 persone.

Come si accedeva al bunker?
Si accedeva da diversi ingressi. Superata una prima porta si entrava in un locale dove le persone, 5 per volta, si dovevano spogliare dei propri abiti e farsi una doccia per decontaminarsi. Si era quindi pronti per entrare nel bunker vero e proprio.
Dall’interno del bunker un uomo, attraverso un finestrino, guardava la stanza delle docce. Premeva un pulsante per ogni persona che entrava. Ad ogni ingresso veniva eseguito questo procedimento e tutti i contatori erano sincronizzati. Quando il pulsante veniva premuto per la 3600esima volta le porte si sigillavano automaticamente ed era impossibile aprirle per le settimane successive.
Quindi entriamo nel bunker.

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I bisogni essenziali: respirare, dormire, mangiare e bere, andare in bagno, curarsi

Respirare.
L’aria veniva presa dall’esterno, purificata attraverso 3 filtri e quindi immessa nel bunker.
La temperatura minima interna era di 30 gradi con il 90% di umidita.

Dormire.
All’interno il soffitto è basso, molto basso. File di brandine a castello sono in batteria davanti a noi. 3600 letti accatastati in pochi metri quadri. O stavi sdraiato, o stavi in piedi davanti al tuo letto, se lo spazio lo permetteva.

Mangiare e Bere.
Il bunker era realizzato e organizzato per contenere le persone per massimo 2 settimane. L’occorrente di viveri, acqua e medicine era in quantità tale per coprire solo questo arco di tempo
Il cibo era scarso. Una lattina al giorno a testa, ovviamente fredda. Solo gli anziani, gli ammalati e i bambini potevano averla riscaldata.
Anche l’acqua era porzionata.

Andare in bagno.
I bagni erano pochi. Pochissimi. 2 per le donne e 2 per gli uomini.
Ciascun bagno femminile aveva appena 22 WC. Quello maschile ne aveva solo 16. Un totale di 44 WC femminili e 32 WC maschili…3600 persone.
Talvolta i numeri sono importanti.
Un sistema di pompe gestiva gli scarichi dei wc e buttava tutto in superficie, direttamente in strada…tanto, a chi avrebbe dato fastidio?
Entrando nei bagni notiamo due assenze: le porte e i vetri.
Non c’erano porte per due motivi: in caso di esplosione potevano bloccarsi; a causa dello stress e della paura, le persone potevano entrare e chiudersi dentro, alla ricerca di un momento di tregua (essendoci così pochi wc non era possibile, la gente in coda era troppa).
Nei bagni mancavano anche i vetri e gli specchi perché potevano rompersi in caso di esplosione e ferire qualcuno, ma anche perché potevano essere rotti e usati come armi.
Una media approssimativa del tempo in coda per andare in bagno era di 3 ore. Di conseguenza le persone passavano tutto il giorno in coda per andare in bagno, poi si spostavano alla coda per mangiare e poi tornavano in coda per andare in bagno.

Curarsi.
C’era un locale adibito ad infermeria, ma nessun medico. Si contava che su 3600 persone vi fosse almeno un medico. Tuttavia i medicinali e le attrezzature erano poche e solo di base.

Alcuni aspetti organizzativi
All’interno del bunker vi erano 16 sovraintendenti. Gli unici a mantenere i contatti con l’esterno.
Abbiamo già accennato al fatto che nel bunker si poteva stare per massimo due settimane.
Si era calcolato che dopo due settimane dall’esplosione le radiazioni fossero tali per permettere alla gente di scappare via da Berlino.
Per prepararlo di tutto l’occorrente necessario e renderlo operativo ci volevano circa due settimane.

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