Le emozioni di un viaggio

C’è che un giorno prepari una valigia e parti.
Si parte subito. No, non quando siamo in aeroporto o quando abbiamo già fatto 1000 km ed entriamo in territorio “sconosciuto”.
No, il viaggio inizia prima. Quando ti chiudi la porta alle spalle, quando fai il primo passo verso l’ignoto. Perché per quante guide si leggano, per quanto si sprema internet, alla fine non sai mai cosa ti aspetta!

 

“Il viaggio è una porta attraverso la quale si esce dalle realtà nota e si entra in un’altra realtà inesplorata, che somiglia al sogno” Guy de Maupassant

 

Partiti. Ci siamo. Siamo usciti di casa, la valigia con noi e una meta in testa.
Quante volte si sono scese queste scale, quante volte si è percorsa questa strada. Ma oggi è come se fosse la prima volta.

Ad accompagnarti un formicolio nel petto e un fremito nelle gambe che non le lascia star ferme. I neuroni lavorano a più non posso, ma il pensiero è uno solo. Come andrà? Cosa mi aspetta? Chissà com’è la gente del posto…

Le emozioni sono un turbinio dentro, non si vede l’ora di arrivare, ma arrivare dove? Fermati. Quando arrivi non stai viaggiando. Sei arrivato. Punto.
Bisogna rallentare. Caricare i cinque sensi alla massima potenza e percepire tutto. Con gli occhi, con il naso, con la bocca, con le mani. Catturare tutto e mettercelo in tasca.

 

“Il senso del viaggiare non sta nella meta da raggiungere, ma nella strada da percorrere” Anonimo

 

Poi ti trovi in mezzo a strade sconosciute, paesaggi mai visti, suoni nuovi e le scritte dei negozi ci va un attimo prima di capirle. Eccoci. Stiamo viaggiano!
Scrutiamo il mondo come se dovessimo farne un dipinto nella nostra memoria: ogni angolo, ogni dettaglio, ogni particolare ci entra dentro e non ci lascia più.
La stanchezza che sentiamo è solo quella fisica, di muscoli non abituati a muoversi così tanto. Ma non si ha voglia di fermarsi…c’è un mondo fuori che ci attende e vogliamo scoprirlo fino in fondo. Quindi perché farlo aspettare?!

Poi accade qualcosa di strano. Ti senti a casa. Impari ad amare quella panetteria, quel piccolo market, le fermate della metrò sembrano essere da tempo nella tua memoria. Siamo a casa. Siamo a casa e ci sentiamo rilassati. Il mondo è casa nostra e noi lo stiamo vivendo.

C’è che un giorno ti svegli e riparti.
Qualcosa dentro preme e uscendo dall’albergo o chiudendo la tenda per la ventesima volta, sai che questa volta è diverso.
Non saprei dire se è tristezza. Forse. Di sicuro è la consapevolezza che questo sarà un viaggio diverso e la meta che raggiungeremo la conosciamo benissimo.

Partiamo. Si riparte e i ricordi iniziano a scivolare davanti agli occhi. E ridi e ripensi e ricordi. Un sorriso si stampa sul viso.
Succede che man mano che ti avvicini alla meta, una nuova emozione cresce dentro. Rivedere e ritrovare i posti e le persone che conosci. Fermarsi un momento per poi poter ripartire non fa male. Ci sentiamo più carichi, più maturi: siamo nuovi.

 

“Non esiste uomo completo se non colui che ha viaggiato molto, che ha cambiato venti volte la forma del suo pensiero e della sua vita”  Alphone de Lamartine

 

E infine arriva lei. La consapevolezza che la prossima partenza ti creerà nuove emozioni, emozioni che non hai mai provato perché non sei più lo stesso. Questo percorso ti ha dato qualcosa di nuovo e siamo cambiati dentro, siamo cresciuti ancora un po’.

E ora? Ora bisogna ripartire!

 

 

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